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Fondo europeo per l’integrazione di cittadini di paesi terzi.

Cittadinanza

Cittadinanza

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  1. Quanto costa presentare la domanda di cittadinanza ?

    Per presentare la domanda di cittadinanza occorrono una marca da bollo telematica da euro 16,00 ed il versamento di euro 200 (mod. 451) sul C/C n. 809020 intestato a:  MINISTERO INTERNO D.L.C.I. - CITTADINANZA con causale: "Cittadinanza - contributo di cui all'art. 1, comma 12, legge 15 luglio 2009, n. 94". Il versamento del contributo è previsto per tutte le istanze di elezione, acquisto, riacquisto e concessione della cittadinanza.

  2. Quali sono i reati che impediscono l'acquisto della cittadinanza italiana per matrimonio?

    Impedisce l’acquisto della cittadinanza per matrimonio la condanna per un delitto contro la personalità dello Stato previsto nel Libro I, Titolo I, capi I-III del Codice Penale. Nel caso di procedimento penale pendente per uno di questi reati, la domanda di cittadinanza rimane sospesa fino alla sentenza definitiva.  Impedisce l’acquisto della cittadinanza la condanna (inclusa la sentenza di “patteggiamento” ai sensi dell’art. 444 c.p.p.) per un delitto non colposo per la quale la legge prevede una pena non inferiore nel massimo a tre anni. Impedisce l’acquisto della cittadinanza la condanna per un reato non politico ad una pena detentiva superiore ad un anno riportata all’estero se la condanna è stata riconosciuta in Italia.
    La domanda può in ogni caso essere respinta per “comprovati motivi inerenti alla sicurezza della Repubblica”.

  3. Cosa si deve fare in caso di cambio residenza nel corso della procedura di richesta della cittadinanza?

    E’ sempre necessario comunicare i mutamenti di residenza. Per quanto riguarda la Prefettura di Torino è possibile comunicare la nuova residenza collegandosi al sito http://www.nuovicittadini-prefto.it/sportello-cittadinanza e compilare il modulo on-line inserendo le informazioni necessarie all'Amministrazione.

  4. E’ possibile chiedere la cittadinanza italiana in assenza di redditi propri?

    Si, lo straniero che ha maturato i requisiti di residenza in Italia previsti può presentare la richiesta di concessione della cittadinanza italiana allegando il reddito di uno o più componenti del nucleo familiare purché conviventi e presenti sul medesimo stato di famiglia (coniuge, genitori, fratelli).

  5. E’ possibile avere informazioni sullo stato di avanzamento della pratica di cittadinanza?

    Si, occorre collegarsi al sito del Ministero dell’Interno ed accedere all’area tramite il codice della propria istanza. Nel caso in cui vi sia indicato che “l'istruttoria è completa, la domanda è in fase di valutazione" significa che l’ufficio Cittadinanza del Ministero dell’Interno che si occupa delle istanze presentata ai sensi dell’art. 9 L. 91/92 (Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione -Direzione Centrale per i Diritti Civili, la Cittadinanza e le Minoranze) dispone di tutti gli elementi, compresi
    quelli forniti dalla competente Prefettura, per poter valutare le condizioni per il rilascio della cittadinanza italiana. Se la valutazione fosse negativa, il Ministero dell’Interno, farà pervenire una comunicazione scritta di "preavviso di rigetto” con le motivazioni del diniego. L’interessato potrà, entro dieci giorni dall’arrivo di questa comunicazione, far presente le sue ragioni che dovrenno essere prese in considerazione dal Ministero per la decisione finale. Gli interessati, anche tramite legale possono inviare al Ministero le comunicazioni relative alle istanze di naturalizzazione ( solleciti, diffide, richieste di accesso e altro) utilizzando i seguenti indirizzi di posta elettronica certificata:
            » area3citt@pecdlci.interno.it; ( n. protocollo finale 0,1,2 )
            » area3biscitt@pecdlci.interno.it; ( n. protocollo finale 3,4,5,6 )
            » area3tercitt@pecdlci.interno.it, ( n. protocollo finale 7,8,9 )
               specificando con esattezza nell’oggetto il numero identificativo della pratica di riferimento ( K10/C….)


    Analoghe considerazioni valgono per le richieste di cittadinanza per matrimonio ai sensi dell’art. 5 L. 91/92, per le quali sarà però la competente Prefettura a contattare l’interessato nel caso di una valutazione negativa, indicando le motivazioni del diniego. Ogni ulteriore informazione dovrà essere chiesta all’Ufficio
    Cittadinanza della Prefettura di Torino, tramite mail cittadinanza.pref_torino@interno.it o tramite il sito www.nuovicittadini-prefto.it Sportello cittadinanza on line.

  6. E’ possibile ottenere la cittadinanza italiana dopo una condanna penale?

    Nel caso di richiesta di cittadinanza per matrimonio le condanne che impediscono l'acquisto della cittadinanza sono indicate nell'art. 6, co. 1 della L. 91 del 1992. Si tratta di condanne per reati contro la personalità dello Stato ed, in ogni caso, per delitti non colposi per i quali la legge prevede una pena non inferiore nel massimo a tre anni. Sono ostative anche le condanne straniere ad una pena detentiva superiore ad un anno se riconosciute in Italia. L'art. 6, co. 3 stabilisce, tuttavia, che la riabilitazione fa cessare l'effetto preclusivo della condanna.
    Nel caso di richiesta di cittadinanza ai sensi dell'art. 9, lett. f) L. 91 del 1992 ovvero dopo dieci anni di residenza è sempre opportuno chiedere ed ottenere la riabilitazione o l'estinzione del reato. Tuttavia occorre tenere ben presente che nel caso di richiesta di cittadinanza "per naturalizzazione" la valutazione dell'Amministrazione comprende tutti gli aspetti della vita e della condotta del richiedente. Il Ministero, quindi, valuterà sia il fatto storico della commissione del reato, sia il tempo eventualmente trascorso dal fatto e l'intervenuta eliminazione degli effetti penali, dando adeguato conto di tali considerazioni nella motivazione del provvedimento finale.

  7. Quali documenti sono necessari per richiedere la cittadinanza italiana?

    Tutte le informazioni relative alla documentazione richiesta per fare domanda di cittadinanza per residenza in Italia o per matrimonio con cittadino italiano, insieme alla relativa modulistica (scaricabile),  sono disponibili sul sito del progetto della Prefettura di Torino "Lo Stato per i Nuovi Cittadini". Sullo stesso sito è inotre disponibile un servizio di prenotazione on-line per fissare l'appuntamento per presentare l'istanza di cittadinanza.

  8. Quali sono i casi di acquisto dalla cittadinanza italiana per ius soli ovvero nascita sul suolo italiano?

    In base all’art. 1 della L. 91 del 1992, è cittadino italiano chi e' nato nel territorio  della  Repubblica  se  entrambi  i genitori sono ignoti o apolidi, ovvero se  il  figlio  non  segue  la cittadinanza dei genitori secondo  la  legge  dello  Stato  al  quale questi appartengono.

    Acquista, inoltre, la cittadinanza italiana per nascita il figlio di ignoti trovato nel territorio della Repubblica, se non venga provato il possesso  di altra cittadinanza.

    Infine, in base all’art. 4, co. 2 della L. 91 del 1992, lo straniero nato in Italia, che vi abbia  risieduto  legalmente senza  interruzioni  fino  al  raggiungimento  della  maggiore  eta', diviene cittadino se dichiara di  voler  acquistare  la  cittadinanza italiana entro un anno dal compimento del diciottesimo anno.

  9. Quanti anni di residenza occorrono per richiedere la cittadinanza italiana?

    La richiesta di cittadinanza italiana per residenza, prevista dall’art. 9 della L. 91 del 1992 può essere presentata dopo un periodo di residenza anagrafica nel territorio italiano che varia a seconda della cittadinanza dello straniero. I cittadini comunitari possono presentare la domanda di concessione dopo 4 anni di residenza, gli apolidi ed i rifugiati dopo 5 anni ed i cittadini di stati non appartenenti all’Unione Europea dopo 10 anni.

     

    Ai sensi dell’art. 9 cit. la cittadinanza italiana può essere concessa anche allo straniero del quale il padre  o  la  madre  o  uno  degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati  cittadini  per nascita, o che è nato nel territorio della Repubblica e, in entrambi i casi, vi risiede legalmente da  almeno  tre  anni oppure allo straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano  che risiede legalmente nel territorio della Repubblica da  almeno  cinque anni successivamente alla adozione.